Dettagli sul lavoro
scrivo per richiedere una consulenza in merito alla gestione fiscale delle mie locazioni turistiche sull’Isola d’Elba.
La situazione è la seguente:
Possiedo una casetta indipendente di mia esclusiva proprietà.
Altri tre appartamenti sono in comproprietà con mia madre (io 66%, mia madre 33%).
Gli immobili vengono affittati come locazioni turistiche brevi.
L’incasso annuo complessivo è di circa 40.000 €.
Mia madre percepisce una pensione di circa 750 € mensili, composta dalla sua pensione minima e dalla quota di reversibilità/invalidità di mio padre.
Sto valutando quale sia la soluzione fiscalmente più corretta e conveniente tra:
Continuare senza partita IVA, utilizzando la cedolare secca, eventualmente suddividendo formalmente gli immobili tra me e mia madre.
Aprire partita IVA in regime forfettario con aliquota ridotta al 5%, considerando però anche i costi di INPS, INAIL e gestione contabile.
Capire se sia possibile mantenere un unico account sulle piattaforme (Airbnb/Booking) e poi ripartire fiscalmente gli incassi in base alle quote di proprietà.
In particolare, avrei bisogno di chiarimenti su:
Quando scatta l’obbligo di partita IVA per numero di immobili.
Se conviene dividere formalmente gli appartamenti tra me e mia madre.
Se sono necessari contratti interni di gestione tra comproprietari.
Qual è la soluzione fiscalmente più corretta e economica el mio caso.
Una stima reale del carico fiscale totale nei due scenari (cedolare secca vs partita IVA), includendo contributi previdenziali e costi ragioniere.
L’obiettivo è regolarizzare correttamente la posizione ed evitare errori, scegliendo la soluzione più efficiente sia dal punto di vista fiscale sia previdenziale.
Resto in attesa di un Suo riscontro e, se possibile, di un preventivo per la consulenza.