Traslochi in Italia: l’analisi completa di costi, tendenze e servizi collegati

By ProntoPro · Settembre, 2025

Traslocare in Italia oggi è molto più che spostare mobili e scatoloni: è uno specchio dei cambiamenti sociali, economici e culturali che attraversano il Paese. Ogni richiesta di trasloco porta infatti con sé non solo esigenze logistiche, ma anche storie di vita che parlano di lavoro, studio, famiglia e nuove abitudini abitative.

Traslochi in Italia: l’analisi completa di costi, tendenze e servizi collegati

Per capire le nuove dinamiche dei traslochi in Italia, ProntoPro presenta l'Osservatorio Traslochi: basato su un'analisi di dati aggregati e anonimi raccolti dalla propria piattaforma, il report svela i trend più recenti e le motivazioni che spingono gli italiani a cambiare casa, dalla ricerca di opportunità lavorative a quella di un migliore equilibrio tra vita e lavoro.

Traslochi in Italia: aumentano i traslochi di grandi dimensioni

All’interno di questo quadro, i dati dell'Osservatorio Traslochi mettono in luce un primo cambiamento significativo nelle caratteristiche degli spazi che gli italiani si lasciano alle spalle. Non si tratta infatti soltanto di spostarsi altrove, ma anche di ridefinire e, in alcuni casi, ridimensionare lo spazio in cui vivere: tra luglio 2024 e luglio 2025, le richieste legate a traslochi da case e appartamenti di medie dimensioni hanno rappresentato il 42,5% del totale, contro il 29,4% registrato nei dodici mesi precedenti. Il salto si riflette in modo chiaro anche nelle singole categorie: i traslochi da trilocali sono passati dal 14,6% al 21,8%, mentre quelli da bilocali dal 14,8% al 20,7%.

In crescita anche le richieste di chi si lascia alle spalle quadrilocali (passate dal 9,8% al 14,5%) o abitazioni più ampie (dal 7,3% all’11,6%). Più stabile, invece, la percentuale di chi deve liberare un monolocale: 15,1% tra il 2024 e il 2025 (+10,2% rispetto ai dodici mesi precedenti).

Questa tendenza suggerisce che sempre più utenti si trovano ad affrontare traslochi di maggiore entità che coinvolgono l’intero appartamento e non più solo stanze singole o piccoli volumi. A conferma di questo cambiamento, anche il calo della quota di richieste legate ai traslochi di pochi oggetti o arredi: se tra il 2023 e il 2024 le richieste rappresentavano il 40% del totale, tra il 2024 e il 2025 queste sono scese al 16,4%, registrando un -59%. Si tratta, dunque, di un passaggio da traslochi più leggeri, tipici magari di studenti o giovani lavoratori in affitto, a operazioni più strutturate, indice di importanti fasi di cambiamento nella vita degli utenti.

Trend traslochi: gli italiani preferiscono i piani bassi

L’analisi delle risposte alle domande “A che piano si trova l'appartamento di partenza?” e “A che piano si trova l'appartamento di destinazione?” rivela un ulteriore cambiamento significativo nelle nuove abitudini abitative degli italiani e nella scelta della nuova casa: sempre più persone scelgono soluzioni situate ai piani bassi.

Infatti, mettendo a confronto le richieste di traslochi per lasciare appartamenti al pianterreno (25,4%) con quelle fatte per trasferirsi in case o appartamenti situati sullo stesso livello (35,8%), si scopre che il saldo è positivo, con una crescita di 10 punti percentuali, a conferma dell’interesse per soluzioni più accessibili — soprattutto in ottica di mobilità quotidiana, riduzione dell’uso dell’ascensore o esigenze legate all’età — ed economiche.

Tutti gli altri piani registrano invece un saldo negativo. Il primo piano, pur rimanendo tra i più richiesti, scende dal 28% delle partenze al 25% degli arrivi, il secondo cala dal 19,2% al 15,7%, mentre il terzo passa dal 12,6% al 9,5%. Anche i piani più alti (quarto e quinto o superiore) subiscono lievi flessioni, indicando una scelta per nuove destinazioni abitative con un impatto meno marcato sul portafoglio. Gli appartamenti ai piani alti, soprattutto in contesti metropolitani, possono infatti risultare più costosi rispetto alla media dei prezzi di una città, complici la maggiore sicurezza, luminosità e silenziosità degli ambienti e la possibilità di godere di una vista più ampia sull’area circostante.

Quanto si spostano gli italiani? Dai micro trasferimenti ai traslochi a lungo raggio

Nel periodo compreso tra luglio 2024 e luglio 2025, il panorama dei traslochi in Italia mostra una tendenza sempre più marcata verso spostamenti a breve distanza.

A livello nazionale, le richieste di trasloco all’interno della stessa città sono infatti cresciute in modo significativo, passando dal 40,1% al 44,1%: un aumento del 10% in termini relativi che suggerisce una preferenza crescente per restare nelle vicinanze della propria abitazione di partenza. In alcuni casi questo significa scegliere anche casa nello stesso quartiere, per mantenere vicini servizi, punti di riferimento, scuole e mezzi di trasporto già consolidati, in modo da non stravolgere completamente la propria vita o quella della propria famiglia. Anche gli spostamenti inferiori ai 50 chilometri sono aumentati, dal 22,9% al 24,8%, segnando un +8% in termini relativi; una tendenza che potrebbe riflettere il crescente appeal delle cittadine limitrofe o delle periferie urbane, spesso più accessibili sul piano economico, più verdi, più tranquille e meglio collegate rispetto al passato, che spingono le persone a spostare la residenza in provincia.

Allo stesso tempo, si registra un calo importante nei traslochi a lungo raggio: le richieste per distanze superiori ai 300 chilometri sono diminuite dal 18,6% al 15,6% (-16%), mentre quelle tra 100 e 300 chilometri si attestano al 6,6%, in netto calo in termini relativi rispetto all’8,2% dei dodici mesi precedenti (-19%). Anche i micro-traslochi all’interno dello stesso edificio, che tra luglio 2023 e luglio 2024 rappresentavano il 4,8% del totale, oggi si fermano al 3,6%, con una flessione del 24%: un possibile segnale di minore mobilità ultra-locale o di un mercato degli affitti sempre più inafferrabile anche all’interno dello stesso edificio. Rimangono piuttosto stabili, invece, gli spostamenti tra i 50 e i 100 chilometri: 5,5% tra il 2023 e il 2024 e 5,3% tra il 2024 e il 2025.

Se si guarda alle singole città, le differenze mostrano un quadro ancora più dettagliato delle abitudini di trasloco degli italiani. Tra chi decide di traslocare a Milano, per esempio, il 44,7% resta entro i confini cittadini (contro il 44,4% del periodo 2023-2024), mentre a Roma lo stesso dato raggiunge addirittura il 58,6% (+18% rispetto al 2023-2024). Proprio nei grandi centri urbani emergono però anche segnali di mobilità micro-locale: il 3,2% dei romani e il 3% dei milanesi cambiano casa restando nello stesso edificio. In questi casi, si tratta spesso di situazioni legate ad affitti temporanei, cambi di stanza, subentri o variazioni contrattuali all’interno dello stesso condominio: dinamiche tipiche di mercati abitativi ad alta rotazione, dove la pressione sugli affitti rende sempre più instabili le soluzioni abitative.

Non mancano però i casi di trasloco a lunghissimo raggio, che confermano come flessibilità e necessità economiche o professionali continuino a spingere alcuni utenti a cambiare completamente orizzonte. L’esempio più estremo rilevato nell’ultimo anno è stato un trasloco da Palermo a Torino, per un totale di circa 1.300 chilometri e un costo superiore ai 1.800 euro. Un caso che sottolinea come, nonostante la prevalenza di spostamenti brevi, il fenomeno dei grandi cambiamenti di vita sia ancora presente nel mercato italiano dei traslochi.

Quando traslocano gli italiani? Giorni e mesi a confronto

Secondo l’Osservatorio Traslochi ProntoPro, emerge con chiarezza che gli italiani scelgono con attenzione il momento in cui traslocare, privilegiando periodi che si integrano facilmente con le abitudini legate al lavoro e allo studio, sia dal punto di vista dei giorni della settimana che dal punto di vista dei mesi dell’anno.

Trend traslochi: in settimana si sfrutta il “ponte logistico”

I traslochi si concentrano soprattutto alla fine o all’inizio della settimana lavorativa, a dimostrazione di come si cerchi sempre più spesso di sfruttare un “ponte logistico” che consenta di affrontare il trasferimento senza interferire troppo con la routine professionale o accademica, sfruttando quindi al meglio giornate libere o parzialmente flessibili. Il giorno più richiesto è infatti il sabato, con il 15,9% del totale, seguito a breve distanza dal lunedì, che raccoglie il 15,5% dei traslochi.

Martedì, mercoledì e venerdì si attestano intorno al 14%, mantenendo una distribuzione costante ma meno marcata, mentre il giovedì è scelto nel 13,3% dei casi: probabilmente perché un trasloco infrasettimanale rischierebbe di spezzare la continuità lavorativa, risultando meno comodo dal punto di vista organizzativo.

Infine, la domenica, pur essendo un giorno non lavorativo per molti, si colloca all’ultimo posto con il 12,6%: una scelta forse dettata dal fatto che, proprio in quanto giornata libera, viene spesso riservata all’aiuto da parte di amici o familiari.

Stagionalità dei traslochi in Italia: i mesi in cui ci si sposta di più

Ma non è solo una questione di giorni: anche a livello stagionale si evidenziano scelte ben precise per quanto riguarda il trend dei traslochi. Per gli italiani, il momento perfetto per cambiare casa è infatti la seconda metà dell’anno. L’estate, in particolare, è una stagione che non solo coincide con le ferie, ma che spesso segna anche la conclusione dell’anno accademico e scolastico, diventando il momento ideale per studenti fuori sede e famiglie che si preparano a un nuovo inizio in autunno.

Osservando l’andamento mensile dal 2021 al 2025, emerge infatti con forza come i mesi più caldi siano costantemente tra i più gettonati, con picchi evidenti in tutte le annate considerate. Nel 2021, per esempio, luglio ha registrato l’11,2% delle richieste, il dato più alto dell’anno, e lo stesso trend si è ripetuto nel 2024, quando il mese ha registrato il 9,7% del totale delle richieste, e nel 2025, quando ha raggiunto il picco del 18,9%. Nel 2023, invece, la tendenza si è leggermente spostata su settembre, oltre al picco di luglio, entrambi all’11%, mentre nel 2022 il maggior numero di traslochi si è concentrato su ottobre (10,4%).

Traslochi in Italia: il dinamismo abitativo di regioni e province

Le dinamiche legate al traslochi in italia non sono soltanto un tema logistico, ma anche un indicatore prezioso dei cambiamenti che attraversano le singole regioni.

I dati relativi ai flussi di trasloco nelle diverse province tra luglio 2024 e luglio 2025, confrontati con quelli dello stesso periodo 2023-2024, tracciano infatti una geografia in evoluzione, che mette in luce nuove direttrici di scelta per chi decide di cambiare casa, città e, a volte, anche regione, che sia per scadenze contrattuali, esigenze familiari o di studio.

Trend traslochi in Italia: le regioni con il maggior numero di richieste

A livello regionale, la Lombardia si conferma saldamente la regione con il più elevato dinamismo abitativo con il 24,6% delle richieste di trasloco, in crescita del 9,8% rispetto ai dodici mesi precedenti, quando la percentuale si attestava al 22,4%. Più significativo è però il caso del Lazio, che con il 13,4% dei flussi totali e un incremento del +25,8%, supera l’Emilia-Romagna e si attesta come seconda regione per numero di traslochi. Oltre a Lombardia e Lazio, l’unica regione che registra un aumento significativo è il Veneto, che con il 6,6% si piazza al sesto posto in classifica registrando però un incremento del 14% rispetto allo scorso anno.

Emilia-Romagna (11,1%) e Piemonte (10,9%), rispettivamente sul terzo e quarto gradino del podio tra il 2024 e il 2025, mantengono quote stabili, ma registrano un rallentamento: rispettivamente -7,1% e -0,1%, una decrescita che fa perdere a entrambe una posizione in classifica.

Tra le regioni che vedono una flessione negativa più netta, pur restando tra le dieci principali per numero di traslochi, si trovano la Campania (-19,7%), la Sicilia (-17,8%), la Toscana (-15,4%) e la Puglia (-12,4%). La Liguria, che tra luglio 2024 e luglio 2025 chiude la Top 10, rappresenta invece il 2,6% dei flussi totali italiani, in diminuzione del -10,2% rispetto al periodo di riferimento 2023-2024.

Le province in più rapida crescita per le richieste di trasloco

Tra luglio 2024 e luglio 2025, la domanda di traslochi in Italia è cresciuta complessivamente dell’8%, ma alcune province hanno registrato incrementi ben superiori, segnalando dinamiche locali in forte evoluzione.

Se il podio delle dieci province più scelte come destinazione finale del trasloco è formato da Milano (13,4%), Roma (11,4%) e Torino (7,3%), è però nella Capitale che si registra il maggiore incremento: +36,3% in termini relativi, con la città che è passata dall’8,4% del periodo 2023-2024 all’11,4% delle richieste totali di trasloco in Italia registrate tra 2024 e 2025. Un segnale che potrebbe riflettere una rinnovata attrattività della Capitale, favorita da nuovi investimenti, opportunità lavorative e una crescente flessibilità abitativa. Seguono Padova, che vede una crescita del 27,3% in termini relativi, pur con un valore assoluto minore (all’ultimo posto della Top 10 con l’1,7% sul totale delle richieste nazionali), e Milano, che registra un +17,6%.

Aumentano sensibilmente in termini relativi anche i flussi nelle province di Monza e Brianza (+15,9%) e Varese (+5%), rispettivamente sesta e ottava per numero di richieste totali di trasloco — due realtà sempre più centrali nello scacchiere metropolitano lombardo grazie alla loro posizione strategica tra grandi nodi urbani e aree verdi —, e Bologna (+8,1%), che consolida la quarta posizione in classifica grazie alla vivacità del tessuto universitario e alla qualità della vita. Torino registra una crescita più contenuta (+3,7%), mentre Firenze, Napoli e Bari, al settimo, quinto e nono posto in classifica, vedono cali significativi: rispettivamente -21,9%, -16,4% e -8,2%.

Quanto costano i traslochi in Italia?

Collegata direttamente alla dimensione dell’abitazione, alla tipologia di trasloco e alla località è la variabile dei costi.

A livello nazionale, secondo l'Osservatorio Traslochi, il costo di un trasloco medio in Italia è di 694€, ma il prezzo cresce proporzionalmente con il numero di stanze: si parte da poco più di 490€ per un monolocale e si sale a quasi 640€ per un bilocale e a circa 790€ per un trilocale. Passando ad abitazioni ancora più ampie, la media supera gli 870€ per un quadrilocale e arriva a sfiorare i 950€ per case con cinque o più stanze. I traslochi che riguardano solo pochi oggetti restano invece la soluzione più economica, con un costo medio nazionale di poco superiore ai 430€.

Costo del trasloco nelle principali città italiane: Milano è la più cara

Le differenze nei costi di trasloco tra le principali città italiane sono marcate e riflettono dinamiche locali legate non solo al costo della vita, ma anche alla disponibilità di fornitori, alla densità urbana e al tipo di richieste più frequenti.

Milano si conferma la città più costosa, con un prezzo medio di poco più di 832€, registrando costi più elevati della media nazionale per quasi tutte le tipologie di trasloco: poco più di 960€ per spostarsi da un trilocale (che in città rappresenta il 22% delle richieste) e poco più di 700€ per liberare un bilocale (24,2%). Nel capoluogo lombardo, prezzi ridotti rispetto alla media nazionale si registrano invece per monolocali (17,3%) e traslochi che interessano solo alcuni oggetti (19,6%), rispettivamente poco più di 457€ e di 358€. Dati, questi, che possono suggerire un’elevata domanda per queste tipologie di trasloco, coerenti quindi con la natura della città: Milano è infatti un polo attrattivo per studenti fuori sede, giovani professionisti e lavoratori in mobilità e ospita un numero elevato di sistemazioni temporanee, come stanze in affitto o monolocali. In questi casi, il trasloco riguarda spesso una quantità limitata di oggetti e viene gestito con una certa frequenza, proprio perché gli spazi più piccoli difficilmente rappresentano una sistemazione stabile e a lungo termine, ma piuttosto una fase di passaggio all’interno di un percorso abitativo in evoluzione.

A Roma, invece, il prezzo medio scende sensibilmente al di sotto della media nazionale: poco più di 513€. Analizzando i dati nel dettaglio, nella Capitale spostarsi da un trilocale (il 18,5% delle richieste), un bilocale (22,8%) o un monolocale (18,5%) costa rispettivamente poco più di 590€, di 500€ e di 370€, lo stesso prezzo che si paga per spostare alcuni oggetti (18,4%).

Mentre a Napoli, che rimane la città più economica con un costo medio per trasloco di 494,30€, le tariffe per abitazioni più grandi sono leggermente superiori rispetto alla Capitale: circa 610€ per i trilocali (29,9%), poco più di 596€ per un bilocale (19,5%) e 447€ per chi necessita di spostare solo alcuni oggetti. Molto più basso rispetto alla media romana e nazionale è invece il costo per chi desidera liberare solo una stanza (un servizio richiesto dal 12,7% degli utenti): circa 325€.

Alla luce dei dati, si osserva come il divario di prezzo tra le città possa arrivare anche al 40% per lo stesso tipo di trasloco, come nel caso dei trilocali tra Milano e Napoli. Questa differenza non si limita al costo orario della manodopera o al tenore di vita locale, ma riflette anche esigenze diverse: nelle città economicamente più attive e densamente popolate come Milano, i clienti tendono a richiedere servizi completi e professionali, delegando l’intera operazione agli operatori del settore. I traslochi da case più grandi, infatti, non implicano solo un maggior volume da spostare, ma anche una diversa aspettativa: chi si muove in queste condizioni spesso preferisce affidarsi a un servizio chiavi in mano, riducendo al minimo l’intervento personale. Questo trend suggerisce che, in parallelo all’aumento delle richieste più strutturate, stia crescendo anche la propensione a esternalizzare completamente il trasloco, trasformandolo in un servizio sempre più simile a un pacchetto personalizzato e completo.

Dopo il trasloco: i servizi per la casa aggiuntivi più richiesti dagli italiani

Per comprendere meglio le esigenze che emergono dopo un trasloco, l’Osservatorio Traslochi ha analizzato i servizi per la casa aggiuntivi più frequentemente richiesti dagli utenti che avevano precedentemente prenotato un trasloco, creando uno spaccato interessante sull’evoluzione delle priorità nei mesi successivi al cambio casa.

Nel breve termine, ossia entro le prime due settimane dal trasloco, le richieste si concentrano principalmente su interventi urgenti e funzionali. I servizi per la casa più richiesti in questa fase sono l’imbiancatura dopo il trasloco (15%), lo sgombero appartamenti (11%), la pulizia post ristrutturazione (10%) e le pulizie post trasloco complete (8%). Si tratta di attività spesso essenziali per rendere immediatamente vivibile il nuovo spazio abitativo, eliminare residui di lavori precedenti o semplicemente rinfrescare gli ambienti.

Con il passare del tempo, le priorità cambiano. A distanza di circa due mesi dal trasloco, gli utenti iniziano a orientarsi verso interventi più strutturali o legati al comfort abitativo. In questa fase aumentano le richieste per l’installazione di condizionatori (9%), lavori idraulici (5%) e di rifacimento dell’impianto elettrico (4%), ma anche per interventi di finitura come l’imbiancatura (8,5%), la ristrutturazione completa della casa (12%) e il montaggio mobili IKEA (5%). Un andamento che suggerisce un approccio graduale al nuovo spazio: si parte dalle necessità più immediate per poi investire, con più calma, nella personalizzazione e nel miglioramento complessivo dell’abitazione.

Traslochi in Italia: come stanno cambiando abitudini e bisogni

L’analisi dei dati dell’ultimo anno rivela un’Italia in movimento non solo fisicamente, ma anche culturalmente ed economicamente.

I traslochi non seguono più un ritmo uniforme: la stagionalità privilegia l’estate e i “ponti logistici” di fine e inizio settimana, segno di una pianificazione sempre più attenta a incastrarsi con il lavoro e la vita quotidiana. Allo stesso tempo, si consolidano gli spostamenti a breve distanza l’esodo dai centri urbani verso l’hinterland e i comuni limitrofi, dove il costo della vita è più sostenibile e lo spazio abitativo più generoso, una scelta che non riguarda più soltanto chi cerca una casa di proprietà, ma anche chi si muove in affitto. Inoltre, cresce la domanda di traslochi completi, con un numero sempre maggiore di utenti che preferisce affidarsi a servizi chiavi in mano, esternalizzando ogni fase: un cambiamento che riflette aspettative più alte e la volontà di ridurre al minimo lo stress operativo.

Ma dietro queste abitudini di trasloco si intravede una trasformazione più profonda. Traslocare non è più un evento isolato e definitivo: sta diventando un processo a più fasi, che inizia con lo spostamento fisico, prosegue con interventi di adattamento e migliorie e spesso culmina in una vera e propria ridefinizione degli spazi e dello stile di vita. È il segnale di un’Italia che non considera più la casa come un punto d’arrivo immobile, ma come una tappa in un percorso abitativo fluido, plasmato da esigenze economiche, nuove abitudini di lavoro e un’idea di comfort sempre più personale e dinamica. In questo scenario, il trasloco diventa la fotografia di un cambiamento più ampio: quello di un Paese che ridefinisce il concetto stesso di “abitare”.

Nota metodologica

L'Osservatorio Traslochi di ProntoPro si basa su un'analisi proprietaria e approfondita dei dati aggregati e anonimi raccolti dalla nostra piattaforma nel periodo compreso tra luglio 2023 e luglio 2025. L'obiettivo di questa analisi è duplice: da un lato mappare le dinamiche del settore dei traslochi in Italia, dall'altro comprendere le motivazioni e i trend che guidano le scelte abitative degli italiani.