Mi viene riconosciuto dalle persone che alleno un forte ascendente analitico. Mi spiego: sono scrupoloso e attento non solo a comunicare ma a fornire feedback e dettagli continui durante il lavoro. Non mi limito all’esempio, spiego le diverse interazioni muscolari e l’obiettivo su cui stiamo lavorando con quel particolare esercizio. Il solo dire "fallo bene" non è nel mio stile. La correzione del gesto atletico è sempre mediata da correzioni specifiche con la finalità di allenare non solo il movimento ma soprattutto al movimento corretto. Questo è fondamentale, ad esempio, non solo per prevenire gli infortuni ma soprattutto per rendere sempre più consapevole la persona che alleno del suo potenziale atletico e sportivo. Inoltre trasmetto l’importanza del recupero, considerato spesso un NON allenamento. Se ben gestito e calibrato ne è invece una componente essenziale e che permette di migliorare le proprie prestazioni. E poi, se realizzabile, condivido gli obiettivi dei miei atleti monitorando costantemente la forma fisica. Il “come stai oggi?” è una delle domande ricorrenti prima di ogni allenamento.
Mi piace stare a contatto con le persone ed aiutarle a ritrovare la loro indipendenza fisica o migliorare il loro stato e forma fisica.
La domanda più frequente è "a cosa serve questo esercizio"? Le risposte sono ovviamente differenti a seconda dell'esercizio, ma cerco sempre di far capire al cliente quello che gli sto spiegando.
Da sportivo….sono in continuo movimento. Studio e mi aggiorno continuamente, mi confronto con colleghi che fanno il mio stesso lavoro e con colleghi nutrizionisti, fisioterapisti ed osteopati con i quali collaboro quotidianamente. L’integrazione delle diverse discipline e la condivisione del sapere permette spesso che si raggiungano obiettivi in tempistiche decisamente apprezzabili.
Ce ne sono un paio: Una mia cliente, che allenavo da un po' e che non aveva mai corso in vita sua, si è innamorata della corsa e mi ha chiesto di aiutarla a correre, di organizzare gli allenamenti e la preparazione sportiva in funzione della corsa. In pratica di trasformarla in una runner. Abbiamo lavorato sullo stile, trovando la sua corsa ed ottimizzando alcune predisposizioni naturali (come gli appoggi) e correggendo alcuni difetti come la postura e la respirazione. Mi ha chiesto poi di allenarla per la sua prima 10 km: in 4 mesi e con 2 allenamenti a settimana insieme (in palestra con esercizi ad hoc per la muscolatura coinvolta e poi corsa fuori) l’ho portata a correre i nostri 10 km in poco meno di 1 ora. E oggi la sto preparando e alleando per gestire al meglio le lunghe distanze e arriveremo a preparare la Maratona. L'altra esperienza è legata ad un signore, disperato a causa di un'ernia del disco in zona lombare e che gli creava notevole difficoltà a svolgere normalmente la sua routine quotidiana. Abbiamo fatto sedute antalgiche, di rinforzo dei muscoli del core e posturali. In un mese e mezzo ha completamente recuperato la sua funzionalità giornaliera e soprattutto senza più dolore.