Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?
Insegnando ormai da dieci anni, mi sono ritrovato ad apprezzare particolarmente sia l'interazione che si va a creare con il singolo allievo che, al contempo, la conseguente da un gruppo di lavoro. Motivo per cui mi ritrovo ormai da diverso tempo ad organizzare masterclass e seminari specifici di strumento o di ear training/Armonia (soprattutto online, anche da prima della situazione Covid) nelle quali l’obiettivo è proprio quello di favorire quell’interazione e creare coesione all'interno della classe. Reputo tale obiettivo fondamentale tanto quanto il raggiungimento delle skills prettamente chitarristiche, perché attribuisce un forte sprone all'autostima (durante il mio lavoro parlo spesso di differenza tra autostima ed autocritica ponendole come su due piatti di una stessa bilancia). Per come la vedo, quando si suona non si suona soltanto la chitarra, "Si è chitarristi e si fa musica", che sia in spiaggia ad un falò, oppure all'Arena di Verona in mondovisione. Poi si torna ad essere le persone di sempre, ma mentre si suona, in quel frangente specifico, quello deve essere un momento quasi magico.
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Cosa ti piace del tuo lavoro?
Raggiungere l'allievo, trovare un punto affine di comunicazione (siamo tutti diversi e arriviamo tutti da esperienze di vita diverse con caratteri diversi) e fare leva su quello. Con lo scopo di portarlo quanto prima ad avere chiaro davanti a sé il quadro che la musica può non essere affatto semplice, nè un gioco, ma una disciplina bellissima e divertentissima. Ho trovato esperti direttori d'aziende arrossire quasi in soggezione di fronte ad una richiesta di maggior dinamica su una ritmica e bimbi di 9 anni aggredire (in senso buono) lo strumento solo per la tanta voglia di immagazzinare nozioni nuove e tirar fuori tutta quell'energia da un pezzo di legno con delle corde attaccate. Trovare la chiave, con ognuno, questo mi piace e reputo principalmente questa la mia missione da insegnante, non esiste vocazione con la chitarra, forse col canto sì (lo strumento è principalmente il nostro corpo in quel caso). Esiste la determinazione e la costanza.
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Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?
"Quanto ci va ad imparare?"
Solitamente mi trovo a rispondere:
"Goditi il viaggio, non il percorso, ogni piccolo mattoncino costruirà il tuo castello e ti darà soddisfazione. Sei arrivato nel momento stesso in cui hai deciso di partire".
La chitarra è uno strumento splendido, ma richiede dedizione, costanza e passione.
Uno dei miei più grandi insegnanti, ha sempre detto che gli ingredienti principali sono: 70% divertimento, 20% disciplina, 10% pazzia.
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Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?
Se vuoi imparare a "strimpellare", per come la vedo io, ormai canali come YouTube e simili sono pieni di professionisti e colleghi che toccano passo passo determinati argomenti con un cura maniacale. Solitamente consiglio loro nel momento in cui si vuole avere una visione piuttosto variegata sull'argomento. Ma ormai, nel 2021, l'insegnante deve ricoprire il ruolo di guida, di mentore. Deve saper mettere in ordine tutti i tasselli che già il web, le dispense, e gli svariati metodi didattici ormai offrono ed aiutare l'allievo a costruire il suo percorso didattico completo, ma soprattutto ottimizzato in funzione di ciò di cui necessita. Questa è una riflessione che mi ritrovo a fare di conseguenza a tanti allievi che mi sono arrivati "smarriti" dalle tante informazioni prese in ordine sparso sul web che però non avevano giustamente una connessione logica e soprattutto non potevano, per forza di cose, assecondare sempre gusti e richieste dell'allievo in questione.
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Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?
Un caffè nel mio Home Studio intanto per iniziare :)
Poi proporrei all'eventuale allievo anche un confronto con alcuni insegnanti (miei allievi accademici, ma insegnanti a loro volta), da proporre per chi inizia da zero ed imbraccia per la prima volta lo strumento o è ad un livello base.
VIDEO PROFESSIONALE:
Alla fine di una parte di percorso, oppure al raggiungimento di una determinata lista di obiettivi. Verrà proposto all'allievo un video chitarristico in studio, prodotto e registrato in maniera professionale e del tutto gratuita. La filosofia che c'è dietro è simile a quella del "Saggio di fine anno", ma vuole lasciare un segno più definito: ovvero un premio, per entrambi (allievo e insegnante) del lavoro svolto fino a quel punto, la fine di un capitolo e l’inizio di un altro.
Alla base di un buon rapporto umano strutturato sulla fiducia e sull'impegno reciproco costruito nel tempo, ci sarà di conseguenza sicuramente un ottimo frutto da un punto di vista di obiettivi raggiunti.
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