Lungimiranza, strategia, pazienza e instancabile curiosità.
La varietà degli argomenti che devo studiare e preparare per poter tradurre in simultanea o consecutiva gli oratori; la possibilità di entrare in contatto con culture e ambiti di lavoro diversi dai miei.
Le domande che di solito ricevo quando lavoro come interprete di consecutiva sono: "come fai a ricordare tutto quello che ha detto l'oratore con le note che hai preso? Quale tecnica utilizzi"? In questi casi rispondo mostrando i simboli o le abbreviazioni utilizzate per annotare i concetti chiave che sono stati espressi dall'oratore e ribadisco sempre che non ci si può improvvisare: così come per la consecutiva, anche per la simultanea esiste una tecnica che si apprende all'università e che si affina nel corso della propria carriera. Un'altra domanda che a volte mi pongono è la seguente: "hai frequentato la facoltà di lingue per diventare interprete"? E io rispondo sempre che ho frequentato la Scuola per Interpreti e Traduttori di Forlì, perché per diventare interprete non basta conoscere le lingue, bensì ci sono altre tecniche che vanno approfondite e non ci si può improvvisare.
Quando si viene ingaggiati per un interpretariato di consecutiva o simultanea, è fondamentale ricevere il materiale di preparazione in anticipo. In altre parole, chiediamo sempre agli oratori di inviarci le presentazioni in ppt o pdf che intendono mostrare durante l'evento, poiché anche noi interpreti dobbiamo prepararci e questo conviene anche all'organizzatore dell'evento. Maggiore sarà la nostra preparazione, meglio tradurremo e più soddisfatti saranno gli ascoltatori.
Ce ne sarebbero molte, per mancanza di spazio voglio citarne una in particolare: essere stata l'interprete di simultanea del Dott. Paulo Malo durante un convegno internazionale di odontoiatria. La sua presentazione si è incentrata sugli aspetti tecnici del suo protocollo facendo molti riferimenti anche alla filosofia e alle sfide quotidiane della vita. Questo mi ha fatto ricordare ancora una volta l'interdisciplinarietà del mio lavoro.