Personalmente non mi piace dire "bene o male" rispetto ai colleghi, ognuno dimostra sul campo ogni giorno quello che è. Sicuramente posso dire di ascoltare il committente e perseguire in modo attento esigenze e risultato.
Le sue sfumature, l'ampio ventaglio di situazioni, la passione che si accende ogni volta che una persona entra felice e sente sua la propria casa, ad esempio. L'idea di aver contribuito ad una realizzazione privata o in campo più ampio urbano.
Le domande sono molto diverse tra loro, cerco di rispondere secondo la mia preparazione ed esperienza andando a verificare ogni volta se vi è un cambiamento in atto della normativa o del proprio sapere.
Di affidarsi alle parole del professionista, il quale cerca nelle sue lunghe ore tra ricerche, studi, progetti, peripezie tra gli Enti di portare il committente sul terreno meno minato possibile.
Ricordo una bella frase ricevuta, molto gratificante al di là dei complimenti, ovvero: "Erika, non usciamo più di casa!"...a significare di aver colto l'essenza e l'esigenza del cliente in questione, il quale aveva piacere di rientrare nella propria dimora e sentirla sua.