Il mio approccio vede prima di tutto la persona nel suo insieme. Il malessere che porta è un espressione di disagio che va compresa proprio tenendo conto della storia della persona e del perché capita in quel momento. La terapia si basa sulla relazione, per cui la cosa più importante è che la persona si senta a proprio agio. Solo da lì potrà sentire di esprimersi liberamente, nel rispetto della propria personalità e privacy. Da più di dieci anni mi occupo di persone che presentano anche sintomi più o meno invalidanti. Il mio lavoro è quello di aiutarli ad appropriarsi della libertà di scegliere per la propria vita, senza essere bloccati dalle proprie paure.
Condividere con le persone le proprie paure e vedere che dopo il lavoro di psicoterapia, queste diventano opportunità di crescita.
Ce la farò a stare meglio? La mia risposta ovviamente non può essere scontata o banale, ma credo fermamente che la strada della guarigione inizi proprio nel momento in cui la persona riconosce il proprio disagio e vuole cambiare.
Il mio approccio parte innanzi tutto sul lavorare sui motivi per cui una persona vuole cambiare. Questo perché cambiare, anche in meglio, costa sempre una certa quota di energia e quindi bisogna essere realmente motivati per farlo. Avere chiaro il perché, permetterà poi di affrontare anche le vette più alte.