La consapevolezza che non esiste il coach perfetto per tutti. Ma, dopo anni di esperienza, so che a volte quando "infastidisco" un cliente è perché ho toccato un nervo scoperto e non tutti hanno il coraggio di lavorarci sopra.
Come ogni relazione, la relazione di coaching è sempre un'occasione di crescita personale reciproca.
- Quanti incontri e con quale cadenza? Dipende dal tuo obiettivo. Anche per questo è fondamentale metterlo a fuoco all'inizio! - Ma mi dai dei compiti da fare? Certo. Il lavoro insieme va oltre gli incontri veri e propri: ciò che succede tra un incontro e l'altro è fondamentale e fa parte del percorso. Ma non li chiamo compiti...è lavoro, esercizio, ricerca, allenamento. Insomma tu chiamali come vuoi, in ogni caso se non li fai perdi tempo e denaro con un coach.
Ho scelto di dedicarmi a questo lavoro circa 15 anni fa ed è stata una scelta naturale, spontanea, anche se impegnativa. Ho frequentato la mia scuola di coaching lavorando, studiavo la sera e nei weekend e mi sentivo bene, semplicemente. Per diverso tempo mi sono identificata con questo mestiere. Oggi so che non sono il mio lavoro, ma sono anche attraverso di esso. Lavoro prevalentemente nelle aziende e lavorare con i clienti privati mi piace moltissimo.