Affidabilità, Serietà nel lavoro, Intraprendenza, Metodo d'osservazione diverso dalla massa, Originalità, Precisione.
Il mio cavallo di battaglia è la Grafica D'Impaginazione, in quanto riesco a progettare e illustrare riviste e libri con uno spiccato senso creativo. Inoltre il mio metodo di Video Editing consiste nel comunicare emozioni allo spettatore, avvalendomi di immagini e colonne sonore adeguate e in completa sintonia tra di loro.
Spesso mi sono sentita chiedere: "Ma non siete in troppi nel tuo settore?" E io rispondo: "No, al contrario nel mio settore i Grafici competenti sono pochi, in quanto molti oggi solo perchè sanno usare Photoshop o qualche altro programma di fotomontaggio s'improvvisano grafici. Ma il grafico consiste in ben altro, egli dev'essere un bravo osservatore, un visionario, un vero creativo, un persuasivo, acculturato e che s'intenda di comunicazione visiva in quanto la parte neurologico - percettivo è fondamentale nel nostro lavoro, dato che dobbiamo cercare di catturare sempre e comunque l'attenzione di migliaia di persone e fare la differenza."
Per la mia tesi di laurea ho progettato un video Neuro-Percettivo chiamato "Vertigo". Non è stato facile, in quanto richiede un cambio di visione e di osservazione delle cose nello spettatore, per questo ho diviso il video in fasi, con linee guida da leggere in modo che i messaggi contenuti in esso possano essere assimilati nella maniera più consona. Vertigo è nato per far capire alle persone che, quando le entrate dal mondo esterno si armonizzano con le proprieta’ cerebrali, allora il circuito entra in risonanza, rispondendo ottimamente in termini di impulsi nervosi, di mediatori chimici e di sostanze ormonali, e anche le connessioni con i centri emotivi si attivano facendo nascere cosi‘ l’esperienza che si ha dinanzi all’opera d’arte, sia essa opera del creatore della natura o del lavoro dell’uomo. La bellezza delle cose esiste nella mente di colui che le contempla; nell’arte e anche nell’esperienza dell’arte c'e’ il respiro della liberta‘ cerebrale, del momento in cui il razionale cede all’emotivo, a quel pizzico di follia che fa l’uomo cosi’ differente dal computer, lo rende creativo e umanamente grande. L’artista diviene cosi’ un raffinato neurologo che sa trovare gli stimoli adeguati per eccitare il cervello e l’arte e’ una droga buona alla quale e’ fisiologico, e forse anche terapeutico, assuefarsi.
L'esperienza più bella che io (al momento) abbia mai fatto sono stati gli anni Accademici. Nei corridoi si respira l'arte, la condivisione, e lo scambio di idee che possono rendere un progetto una vera e propria opera d'arte in grado di comunicare. Ciò che fa l'opera d'arte non è la bellezza, ma il concetto che esprime.