Il primo protagonista di una dieta non è il medico, non è il cibo, ma tu.
Che tu sia sovrappeso, sottopeso, o semplicemente che non ti senta in pace con il tuo corpo, ricorda, non è colpa tua.
La colpevolizzazione è il primo grande nemico del benessere psicofisico.
Invece, i meriti del lavoro e degli obiettivi che riuscirai a conseguire saranno solamente tuoi.
Se deciderai di intraprendere un percorso terapeutico, scoprirai che sei pieno di risorse, più di quanto avresti potuto immaginare.
Nel mondo dello sport c'è un modo di dire: se un atleta vince, è merito suo. Se un atleta perde, è colpa dell'allenatore.
Sembra un controsenso, ma il mio obiettivo è..smettere di far stare a dieta i pazienti.
Ritengo che fare una dieta non debba mai essere una punizione o una purga.
Infatti, il mio piano dietetico ha come obiettivo insegnare ai pazienti come mangiare correttamente, imparando a gestire i cibi autonomamente, in modo tale da non dover rinunciare a nulla e soprattutto, una volta raggiunto il peso desiderato, mantenerlo senza dover affrontare nuove diete.
Ogni singolo paziente ha la sua routine quotidiana e i suoi gusti alimentari. Quando preparo un piano dietetico, tengo sempre presenti questi due elementi.
Sono una persona golosa e nella mia infanzia e adolescenza, sono stato fortemente sovrappeso.
So cosa vuol dire affrontare sacrifici quotidiani per tornare in forma.
L'aver vissuto in prima persona questa esperienza, con tutti i pro e i contro, mi ha fatto comprendere cosa vuol dire stare "dall'altro lato", e mi ha dato la possibilità di avvicinarmi maggiormente ai pazienti e di comprenderli fino in fondo.
Quando ho fatto la mia prima dieta, ho iniziato contemporaneamente a praticare sport con regolarità.
L'attività fisica è la più valida alleata non solo di chi vuole perdere peso, ma anche di chi vuole iniziare a condurre una vita più sana.
Inoltre, le endorfine rilasciate durante la prestazione sportiva, rilassano la mente e riducono lo stress.
Ma la cosa più importante è che praticare con regolarità attività fisica, pone il nostro corpo in una condizione tale di benessere, che se dovesse insorgere una qualche patologia, questa spiccherà immediatamente e ce ne accorgeremo in tempo utile per correre ai ripari (e quindi prima di una possibile cronicizzazione).
Consiglio sempre ai miei pazienti di cercare l'attività fisica che più preferiscono e di praticarla con regolarità.
Consulenza dietologica, supporto alimentare per sportivi, coaching alimentare, piani alimentari personalizzati, piani alimentari per situazioni patologiche (sindrome metabolica, obesità, diabete, insufficienza renale, celiachia, intolleranze e/o allergie alimentari..).
Colloquio
Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?
La maggiore capacità di ascoltare i pazienti ed empatizzare con i loro problemi e vissuti personali.
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Cosa ti piace del tuo lavoro?
La possibilità di poter cambiare veramente in meglio la vita di qualcuno, utilizzando soltanto le armi della sana alimentazione e dell'esercizio fisico.
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Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?
La più frequente è: "Quanto tempo impiegherò a perdere tot kg?"
La mia risposta è sempre: "Il tempo sarà quello necessario, la cosa importante sarà non riprenderli più."
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Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?
Mi dedico in particolare alla rieducazione alimentare che porta gradualmente a non dover più seguire alcuna dieta, poichè il mio obiettivo è insegnare ai pazienti ad autogestirsi.
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Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?
Ho lavorato per 3 anni all'Interno del Centro per i Disturbi Alimentari (CeDiAl) dell'ASP6 di Palermo, dove ho imparato quanto emotività, esperienze e vissuti personali siano fortemente legati all'alimentazione.
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