PianoA architetti Roma

Architetto · registrato 8 anno/i fa
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Fondazione / Data di inizio

2003
Lo studio di architettura Piano A si propone di interpretare i gusti ed i desideri del committente in modo da realizzare l'opera secondo criteri estetici e funzionali tenendo comunque conto delle risorse economiche a disposizione. L'obiettivo è quello di dare maggior serenità ed equilibrio a chi fruirà quello spazio coinvolgendo tutto l'apparato sensoriale e stimolando ogni esperienza emotiva che appartenga all'attività che si dovrà svolgere in quel preciso luogo, studiando insieme al cliente le sensazioni che desidera provare entrando nel suo spazio : la sua Casa, il suo Ufficio, il suo Negozio, la sua Scuola, ecc. Lo studio di architettura Piano A opera in diversi ambiti di intervento in modo da fornire una consulenza globale durante tutte le fasi del processo edilizio.

Colloquio

Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

La creatività è sicuramente ciò che caratterizza la nostra professione e ciò che ci distingue da altre figure di tecnici come possono essere i geometri o gli ingegneri. Questa va però intesa come capacità di trovare soluzioni originali a problematiche oggettive in grado di trasformare un “difetto” in una peculiarità che renderà quello spazio unico e riconoscibile. La creatività consiste nel dare ordine ad elementi in apparenza disordinati e progettare significa scegliere la soluzione migliore, l’unica soluzione! La progettazione parte sempre da un’analisi della personalità e delle necessità di chi dovrà fruire lo spazio progettato ed il compito del progettista è quello di trovare la soluzione che il cliente non vede ma che lo rispecchierà perfettamente. Ho letto tempo fa una frase che mi ha colpito e che ritengo definisca perfettamente il ruolo del progettista “Non esiste luogo senza progetto: non esiste spazio senza un corpo che lo include progettandolo. L’Architettura è inclusione di luogo – spazio tramite un progetto, cosicché quel luogo assuma effettiva esistenza.” Molto spesso la creatività dell’architetto è considerata quasi come un difetto. Questo, a mio parere, è dovuto al fatto che la nostra figura professionale è spesso associata alle cosiddette “archistars”, circoscritta élite di professionisti che operano con budget economici altissimi e spesso in deroga alle normative edilizie. La figura dell’architetto è altro! Ed il processo ideativo non è mai astratto ma tiene conto delle normative edilizie, delle caratteristiche strutturali ed impiantistiche coniugandole con le esigenze funzionali, economiche e psicologiche di chi dovrà vivere quegli spazi.

Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

Il processo ideativo e quindi la progettazione non sono e non devono mai essere a senso unico, il cliente non è un soggetto passivo che subisce le scelte architettoniche.Il cliente deve partecipare attivamente alle scelte progettuali come anche il finanziatore (se soggetto diverso dal cliente). Non si può prescindere dalle esigenze funzionali e psicologiche del fruitore dello spazio progettato come non si può prescindere dal suo budget di spesa. Come diciamo sempre ai nostri clienti, la bravura dell’architetto sta nel trovare la soluzione migliore con il minimo della spesa: non sempre “economico” deve essere sinonimo di “brutto”, si possono trovare soluzioni esteticamente gradevoli spendendo poco. La personalità del cliente è fondamentale al momento dell’ideazione perché lo spazio che si dovrà progettare lo dovrà rispecchiare; ciò che fa la differenza nella buona riuscita di un progetto, però, è senza dubbio la “fiducia”. Tra committente e architetto deve esserci alla base un rapporto fiduciario. Tra gli attori del processo edilizio, infatti, il progettista sarà l’unico a non avere conflitti di interesse nel suggerire le soluzioni più adatte al committente in quanto la sua parcella non cambia in funzione delle soluzioni che saranno scelte (interesse della ditta è quello di guadagnare di più, interesse dell’operaio è di semplificare il lavoro, del rivenditore di vendere di più …) . Unico interesse dell’architetto è quello di progettare spazi (case, uffici, negozi, scuole, ecc.) che facciano star bene le persone che li vivranno. Il processo progettuale, comunque, oltre a tener conto della sfera creativa ed emozionale, si basa sull’approfondita conoscenza di tutta la normativa urbanistico-edilizia di cui l’architetto si fa garante oltre che di tutta la parte propriamente tecnica consistente nello studio dei materiali, delle strutture e degli impianti, con un occhio sempre attento al risparmio energetico.

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