Nel mio lavoro pongo sempre in primo piano la persona e la sua esperienza, per co-costruire il percorso da intraprendere, adottando un approccio multi-accesso che integra il corpo, le emozioni, i pensieri e i significati.
Nel mio lavoro ogni incontro è unico e ogni persona è speciale, con la sua storia e le sue risorse. Mi piace aiutare le persone che mi chiedono aiuto a comprendere ed affrontare le proprie difficoltà, per migliorare il benessere soggettivo nei diversi ambiti di vita quotidiana, mantenendo sempre un atteggiamento spontaneo, curioso ed empatico.
Alcune domande frequenti sono: - Può prescrivere farmaci? No, nessuno psicologa o psicoterapeuta può prescrivere farmaci, come stabilito dalla legge n. 56/89, a meno che non abbia una formazione universitaria in medicina. La psicoterapeuta nella sua professione può però collaborare in modo attivo con alcuni colleghi medici, nonché con i medici di base dei suoi pazienti, in modo da garantire alla persona la migliore presa in carico possibile, considerando le diverse dimensioni della sua sofferenza. - Quanto dura il percorso? La durata del percorso non può essere definita in anticipo, ma dipende molto dal tipo di sofferenza individuale. In ogni caso la psicoterapeuta e il paziente lavorano insieme per poter comprendere ed affrontare la sofferenza nel miglior modo possibile. - Come può aiutarmi una persona che non mi conosce nemmeno? La psicoterapeuta non lavora mai da sola, ma sempre con il paziente, per capire insieme la natura della sofferenza e come affrontarla meglio, mettendo entrambi a disposizione dell'altro e della relazione la propria esperienza: quella tecnica e teorica la psicoterapeuta, quella di persona che soffre il paziente. Solo dall'incontro di queste due competenze si può lavorare insieme per stare meglio.
Lavoro con adulti e giovani adulti che stanno attraversando un momento di sofferenza e mi occupo di ansia, attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi alimentari e disturbi di personalità.