L'attenzione che pongo, durante le mie lezioni, non solo all'aspetto didattico, ma anche a quello emotivo, sforzandomi di trovare la strategia giusta per liberare l'allievo/a da eventuali tensioni che interferiscono col suo rendimento.
E' una sfida continua. La conoscenza è qualcosa di fluido, non monolitico. Per insegnare, bisogna essere ancor più fluidi di ciò che si insegna. Questo significa reinventarsi, riadattarsi ad ogni allievo/a, non per riempirlo come un contenitore, ma per farlo diventare parte di questo fluido in fondo poco conosciuto che chiamiamo vita.
Mi chiedono la disponibilità a impartire lezioni "face to face". Richiesta giustissima e condivisibile: credo che questa sia la modalità ideale (seppur di poco più costosa) per un apprendimento immediato e puntuale.
Essendo un attore, il teatro è parte integrante della mia vita come della mia vita professionale di insegnante. Credo che il palcoscenico sia un grande maestro di vita e il mio impegno quotidiano è quello di sforzarmi di trasferire i suoi insegnamenti ai miei allievi, i quali sembrano apprezzare particolarmente questo mio approccio.
Qualche anno fa, decisi di seguire fino alla fine il percorso di un mio giovane alunno di terza media, presentandomi al suo esame orale. Alla fine della discussione della sua tesina fu applaudito e poi elogiato dalla commissione. Allora lui, con gli occhi pieni di lacrime, si voltò e tra familiari, conoscenti e compagni di classe cercò proprio me e, trovatomi, mi allargò un bellissimo sorriso soddisfatto. Ce l'avevamo fatta. Insieme.