Non credo che gli altri colleghi siano dei concorrenti. Ritengo che nel coaching sia importante il rapporto di fiducia che si instaura tra coach e coachee. Come per altre professioni un ottimo operatore può non essere la persona giusta per una persona. Io cerco di essere la persona giusta. Altrimenti sono io per prima a non accettare l'incarico.
Il mio lavoro mi da la possibilità di scegliere le persone con cui lavorare, sia i professionisti con cui scelgo di collaborare, che di solito sono persone con cui ci sono stima e affetto reciproci, sia i clienti. Ho lavorato spesso senza poter scegliere nè gli uni nè gli altri, e questa libertà mi sembra appagante. E poi, naturalmente, mi piace molto l'idea di mettermi a disposizione delle persone, sia come coach che come consulente, per accompagnare le persone a trovare i percorsi migliori per loro
Spesso i clienti mi chiedono se si può davvero lavorare on line in certi ambiti. Mi sono formata a lavorare in elearning all'Università di Firenze nel 2008, sono 15 anni che utilizzo strumenti di comunicazione e formazione a distanza, sincroni e asincroni, e ho avuto il piacere di formarmi al metodo del coaching in un corso sincrono. E nonostante quello che molti pensano, lo schermo non è un ostacolo alla relazione. A volte, in realtà, è un'opportunità.
Il mio primo coachee è stato un ragazzo che aveva timore ad affrontare i colloqui di lavoro. Dopo 4 sessioni di coaching con me ha partecipato a una selezione abbastanza imopegnativa, e ha ottenuto un lavoro. Che dopo un anno ha lasciato. Secondo me lui quel lavoro non lo voleva davvero, ma il mandato che mi aveva dato era supportarlo nell'affrontare e superare un colloquio. Se mi avesse chieso un intervento da career coach, probabilmente non avrebbe fatto quel colloquio, e ci avrebbe messo molto più tempo a capire cosa voleva e cosa non voleva. Il mio lavoro di coach è accompagnare le persone a focalizzare le situazioni di difficoltà che vivono e ad affrontarle. Mai, mai, il mio lavoro è sostituirmi alll'altro.