La doppia formazione , in psicologia e in antropologia, mi permette di guardare al disagio psichico, in tutte le sue forme , con maggiore ampiezza, collocandolo su uno sfondo esteso e variegato e , conseguentemente, più ricco di possibilità e soluzioni. L'uomo, osservato in una dimensione "allargata", si riscopre portatore di potenzialità e risorse personali da mettere al servizio del suo cambiamento e della sua evoluzione.
Il cambiamento, la crescita, la serenità ri-conquistata dai pazienti attraverso un lavoro intenso e approfondito. E il loro sorriso.
E' ricorrente , di fronte a situazioni confuse, sofferte e apparentemente prive di vie di fuga, la ricerca di una verità che sia assoluta , improvvisamente e magicamente risolutoria e illuminante. Non cadere in questo autoinganno è importante per l'andamento del percorso di cura. Meglio, allora, spostare l'attenzione sulle "storie" e sulle relazioni , capaci di dare numerose informazioni utili a comprendere e ad agire.
Credo che la possibilità di utilizzare strumenti diversi, laddove necessari, come l'ipnosi, le visualizzazioni, le rappresentazioni familiari individuali ispirate al metodo delle costellazioni familiari , i "compiti" terapeutici, rendano il lavoro maggiormente efficace e articolato, ma soprattutto calibrato sulle esigenze e le volontà di ogni singolo paziente.