Dettagli sul lavoro
Siamo una coppia, da poco formata, in attesa del primo figlio. Il futuro papà (37anni) ha un rapporto morboso e complesso con i suoi genitori, credo non riesca a segnare una linea di confine tra la sua vita e quella loro, acconsente a tutto senza rilevare la morbosità: ad esempio hanno appartamenti confinanti e hanno creato una porta interna comunicante.
Lui ha un cuore buono, si fida, loro lo manipolano ad uno scopo preciso: si fingono bisognosi e conducono tenore di vita alto sulle spalle del figlio. Lui non distingue i suoi bisogni da quelli della madre, vive per compiacerla, nella sua testa ci sono solo idee di sua madre (incluse fissazioni, superstizioni, credenze sulla magia, ecc).
Senza capirlo lui è diventato quello che provvede a “tutta” la famiglia, per loro è normale, ad es. lamentare necessità di un’auto nuova, restando inteso che sarà il figlio a comprarne una nuova.
Io, futura mamma, sono invece molto indipendente, non tollero ingerenze e ho un radar per le manipolazioni. In passato ho divorziato per dinamiche davvero identiche a quella presente; questa volta voglio prevenire.
Credo sia urgente che lui realizzi in primis che io e lui siamo una famiglia distinta dai suoi genitori, ancor più adesso che sta arrivando un nostro figlio.
Mi interessa un approccio terapeutico pratico, con risultati tangibili, con sedute di coppia e individuali.